Vette di santità: Esame sullo spirito ecclesiastico
Argomento: Spiritualità

qui a lato: Sant'Arnold Janssen (1837-1909), presbitero

 

 

Mons. Agostino Gonon
Vescovo di Moulins

Verso le vette della Santità Sacerdotale

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Esame sullo spirito ecclesiastico

 

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Vi adoro, Maestro divino, in preghiera per noi, mentre state supplicando il vostro Padre celeste: Non rogo ut tollas eos de mundo, sed ut serves eos a maio... de mundo non sunt (Ioan., 17, 15). Il mio abito mi separa dal mondo, ma più ancora me ne deve separare il mio spirito.

Lo spirito è un insieme di principi, che informano le disposizioni intime e determinano la fisionomia caratteristica di un'anima.

Vae mundo a scandalis.

Lo spirito mondano è maledetto; benedetto invece lo spirito ecclesiastico: Qui adhaeret Domino unus spiritus est (Isai., 56, 6). E' di somma importanza ch'io sia animato dallo spirito del mio stato santo. Ne ricevetti la grazia iniziale il giorno della mia tonsura. Lo spirito del chierico è come il fondamento e l'involucro dello spirito proprio a ciascuno degli Ordini che mi furono conferiti successivamente. Se lo avessi lasciato affievolire o disperdersi, come potrebbe essere garantita la solidità dello splendido edificio del mio sacerdozio? Si conserva la pietra preziosa in solido scrigno e la si preserva così da ciò che potrebbe offuscarla, infrangerla.

Posseggo io lo spirito ecclesiastico? Interrogazione grave, alla quale potrò rispondere esaminando il mio modo di pensare e il mio modo d'agire.

 



1. MODO DI PENSARE

Conservo la mia mente delicatamente e generosamente docile a tutti gli insegnamenti della Chiesa, si tratti di fede, di morale o di disciplina? — Per non essere rigorista, estremista non ho forse degenerato in quel liberalismo malsano che sbocca nel libero esame, nel soggettivismo, nel modernismo? Il pendio è sdrucciolo; l'orgoglio o semplicemente un intellettualismo affettato vi fanno scivolare facilmente. — Sotto pretesto che l'intransigenza è indizio di grettezza, che ispira metodi capaci di scoraggiare le anime deboli, mentre dovrebbero essere attirate con una certa larghezza di vedute, con una bonarietà conciliativa, non ho forse consentito all'insinuarsi del lassismo, della rilassatezza, della negligenza nei miei costumi? Viviamo in un'atmosfera pesante; attorno a noi tutto è corsa ai piaceri, soppressione dello sforzo; come non rimanere intossicato da quest'aria pestifera, quando non se ne diffida? — La lettera uccide, lo spirito vivifica: fondato su questo assioma, tratto forse con un'indipendenza che rasenta lo sprezzo, le prescrizioni canoniche, rituali o liturgiche? Si sa di certi preti che non si preoccupano delle rubriche, quasi fossero lettera morta. Non s'avvedono che oltre la mancanza di rispetto di cui sono più o meno gravemente colpevoli nelle funzioni del culto, cadono nel grottesco o nel ridicolo; destano scandalo nei fedeli e sorpresa negli altri.

I mondani discutono il dogma con orgoglio, trattano della morale evangelica con leggerezza, disprezzano le nostre pie cerimonie: Caeci sunt et duces caecorum (Mat. 15, 14). Quale disgrazia se un ecclesiastico viene a patti con gente simile per il fallace pretesto di rendersi popolare. Il fermento deve sollevare la massa: c'è pericolo invece che la massa soffochi il fermento.

 

2. - MODO D'AGIRE

II prete mondano non è una chimera. E' vero che nessuno riveste tutte le caratteristiche della mondanità, ma bisogna ben guardarsi da tutte, perché ognuna offusca la radiosa bellezza dell'uomo di Dio excelsior caelis factus.

Il prete mondano lo è nel vestire che risente la ricercatezza, la singolarità, la civetteria. Essere trascurato e sudicio, è male: ma è male ben più grave essere vestito e profumato come un fatuo o uno sciocco. — Lo è nell'abitazione: la sua camera è un gabinetto d'eleganza, il suo salotto un museo; il suo studio non presenta alcun indizio di lavoro intellettuale; i libri (fra i quali non si trova né la Somma né una Concordanza, ma la Bibbia forse addossata a romanzi d'attualità), son tutti ben rilegati, disposti con fine arte, per comparsa; sulla scrivania, mobile di pregio, carta asciugante in cornice d'argento antico, penna d'oro che... inchiostro non macchia!... — Ma lo trovi di rado in questo studio leggiadro, eccetto alle dieci di sera per cominciare la recita di Prima mollemente adagiato sopra una soffice poltrona. — II prete mondano lo è a mensa: sala da pranzo ultima moda, servizio artistico, cristalli finissimi, tovaglia e tovaglioli ricamati fastosamente... Fa spesso inviti anche a laici, a signori e signore che si meravigliano del lusso e si scandalizzano della lauta mensa... Egli pretende d'essere all'altezza!... Di che cosa?... Della Croce? — E' mondano nelle sue relazioni: è assiduo nel frequentare i salotti ove più di un buffone si diverte alle sue spalle ove compromette la sua dignità, se non la sua riputazione e la sua virtù, ove perde il tempo che dovrebbe consacrare alle anime dei semplici, dei lavoratori... Accetta spesso inviti a pranzo, dove si rivela esperto dell'arte culinaria e buongustaio, dando mal esempio ai domestici e lasciando negli ospiti una meschina idea del prete: semper mortificationem Jesu in corpore nostro circumferentes (2 Cor., 4, 10). — E' mondano negli svaghi: viaggia per diporto, in compagnie allegre e graziose... Suona il piano a quattro mani! partecipa a gare sportive, al gioco del calcio... Chiedetegliene il motivo. Vi dirà che il suo è un metodo d'apostolato. — S'informi di ciò che ne pensano i poveri, le persone serie della sua parrocchia, coloro che lo hanno commensale negli alberghi di villeggiatura, e... saprà com'è apprezzato questo suo genere di apostolato!

— O Signore, custoditemi nella semplicità del vero apostolo; mi sembra che, se me ne dipartissi, Voi rinnovereste la scena del Tempio e mi caccereste a colpi di fune dalla Casa della vostra grazia!... Rogo ut serves eos a malo! (Ioan., 17, 15).

Agli antipodi del prete mondano, il prete volgare... Anch'esso purtroppo non è una semplice chimera.

La sua foggia di vestire!... Dimentica spesso la talare; quella che indossa abitualmente è stata immersa in tutti i colori dell'iride! — La sua abitazione!... il disordine non è certo effetto di arte, la pulizia non è eccessiva! — La sua mensa!... Non conosce che quella della cucina; suoi commensali, oltre la perpetua, sono ordinariamente il cane e il gatto!... Vi si beve spesso con persone di qualsiasi specie; i carrettieri dei dintorni lo sanno e lo sanno altri cui è noto il sentiero della canonica e non quello della chiesa! — Le sue relazioni!... Lo vedono qualche volta all'osteria... Nelle vie del villaggio parla a voce alta e non sempre castigata; il suo scherzare è facile, non sempre molto fine nè distinto!... «E' un buon tipo» dicono alcuni. «Non è un prete!» dicono altri!... — Chiedetelo a lui: Vi dirà che tutto questo è un mezzo per accostare il popolo! — Dimentica che la soverchia familiarità genera disprezzo, crede che per essere popolare sia necessario essere volgare!

— O Signore, conservatemi nelle serene altezze ove deve abitare costantemente colui che è raggio di cielo sulla terra. Rendetemi vero e degno ministro della religione, madre dei santi. Preservatemi da ogni deviazione; rinnovate in me lo spirito ecclesiastico che imprime nella mia persona un'impronta di dignità grave e dolce. Il mio contegno esterno deve dire a tutti: Imitatores mei estote, sicut et ego Christi (l Cor., 4, 16).

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