FORTEZZA E FIDUCIA NELLE CONTRADDIZIONI

Maria Madre dei sacerdoti

MARIA E IL SACERDOTE:
FORTEZZA E FIDUCIA NELLE CONTRADDIZIONI
di S. Ecc. Rev.ma Mons. Pasquale Morganti
già Vescovo di Bobbio, Arcivescovo di Ravenna
e Vescovo di Cervia.

I.

Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione (Lc 2, 34).

1. Si lagnava Iddio nell'antica Legge del suo popolo, da lui tanto prediletto, che non si arrendeva ai suoi consigli e comandi, e che gli resisteva con la più temeraria ed ingrata ribellione: Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disobbediente e ribelle! (Rm 10,21; cf. Is 65,2). Ma allora Dio parlava per bocca degli uomini, e taluno poteva dubitare avessero avuto un mandato da Dio. Qui invece Simeone assicurava che continuerà una tale resistenza e contraddizione a Dio medesimo in persona: ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio (eb. 1, 1-2). E sentiremo spesso Gesù lagnarsi: Ve l'ho detto e non credete (Gv 10,25). Questa contraddizione si manifesta subito alla sua comparsa.

2. Erode infatti lo cerca a morte e lo costringe a riparare in Egitto. In seguito, quand'egli predicherà pubblicamente, suggellando ogni parola con strepitosi prodigi, il popolo e persino i soldati incaricati d'arrestarlo rimarranno stupiti e docili sì da esclamare: Nunquam sic locutus est homo, sícut hic homo (Gv 7,46). I Farisei invece, i Principi e gli Ottimati e gli stessi Sacerdoti, ne sdegneranno la dottrina e ne aborriranno la compagnia.
Anzi si dorranno che altro lo, segua: Ecco che il mondo gli è andato dietro! (Gv 12, 19) e tutto oseranno per coglierlo artificiosamente e subdolamente in fallo e non potendolo altrimenti vincere, lo condanneranno a morte sotto un cumulo di calunnie. L'Apostolo ve la fa notare quest'acrimonia e spietata contraddizione, scrivendo a vostra esortazione: pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo (Eb. 12, 3).

3. Pensa, caro mio figliolo, quanto dovetti stupir io del presagio di Simeone! Gesù invocato e sceso dal Cielo qual luce per indicare la via della verità e così comunicare la vita agli uomini, è sfuggito, è contraddetto, ostacolato ed ucciso! Tu comprendi quanto dovesse patire il materno mio cuore nel vedere maledetto il mio Gesù; che era Via, verità e vita! (Gv 14,6). Essendo però necessario anche questo per la salute delle anime ho sofferto volentieri questo immenso strazio.
Anzi ad imitazione di lui non ho per nulla dubitato del suo trionfo, ch'egli fissava appunto per l'ora in cui i suoi nemici avrebbero creduto d'averlo per sempre debellato: Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me (Gv 12, 32).

II.

1. Oh! la preziosa lezione che devi trarne, o mio caro Sacerdote. Anche per i sacerdoti il mio Gesù ha predetta una contraddizione continua, pertinacissima: Un discepolo non è da più del maestro (Mt 10,24)… vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe (Mt 10,17).
E infatti si scatenò subito contro gli Apostoli tale contraddizione in Gerusalemme e poi ovunque predicarono il Vangelo. A Paolo anzi gli ebrei residenti in Roma e restii a prestargli fede, credevano giustificarsene osservandogli: di questa setta infatti sappiamo che trova dovunque opposizione (At 28,22). E così era avvenuto contro anche i Sacerdoti dell'antica Legge, che Gerusalemme uccideva, invece d'ascoltarli: Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati (Mt 23,37) tanto che Osea dichiarava oramai inutili le loro correzioni al popolo ostinato: non redarguisca alcuno; il tuo popolo infatti è come coloro che contraddicono al sacerdote. (Os 4,4 Vulg.).

2. Non ti meravigliare dunque, o mio caro figlio, di vederti contraddetto anche tu nelle tue dottrine e pratiche, ostacolato nelle sante tue imprese, dal mondo, dai potenti, dai dotti, dai facoltosi, da tutti i corrotti e peccatori: così deve avvenire! (Mt 26,54). Inoltre non ti sgomenti la forza dei mezzi, impiegati contro di te: le leggi inique, la prepotenza delle autorità, la scaltrezza e spudoratezza della stampa incredula e libertina, le falangi audaci dell'anarchia. Questo formidabile esercito ha molestato, ma non mai vinta la Chiesa, e così sarà fino alla fine dei secoli.
Invece approfitta della contraddizione per aumentare i tuoi meriti colla pazienza ed incoraggiati seguendo il consiglio dell'Apostolo: pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo (Eb. 12, 3)

3. Ma, figlio mio, oltre gli esterni insorgono a contraddirti nella via del dovere e nella santità, anche i nemici interni, ossia le tue passioni, in continua opposizione alla volontà divina ed alla tua eterna salute. Senti come ne dichiara la violenza l'Apostolo: infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. (Rm 7, 22-23).
Soffri rassegnato la molestia che ti recano e che faceva dire a Paolo: chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? (Rom 7,24) pensando che la Grazia te ne renderà vincitore. Ma non tralasciare ogni mezzo per comprimerle, osteggiarle senza pietà, a costo di disgustar continuamente le medesime, imitando il mio Gesù che in tutta la sua vita non cercò di piacere a se stesso (Rm 15,3) per piacere solo ed in tutto al dilettissimo Padre.